Erano circa le 8.30 di una mattinata intensa quando un anziano signore ottantenne è arrivato per far rimuovere i punti dal suo pollice. Disse subito che era di fretta perché aveva un appuntamento alle 9.00. Presi nota dei suoi dati e lo invitai a prendere posto. Sapevo che ci sarebbe voluto più di un’ora prima che qualcuno potesse occuparsi di lui. Lo vidi controllare l’orologio ansiosamente per tutto il tempo e poi decisi di valutare io stesso la sua ferita dal momento che non ero occupato con altri pazienti. All’esame la ferita risultava ben guarita.
Amore vero: nota di un medico
Irina Sendler, il sorriso di un angelo
L’orco nei campi di sterminio faceva sentire la sua voce, nei pianti e nelle preghiere di donne, uomini e bambini ebrei e di altre etnie che diventavano cenere nel suo stomaco di fiamme, in pochissimo tempo, mentre il suo fumo, denso di anime, in continuazione, saliva in spire verso il cielo. Irina Sendler, in quanto tedesca, aveva quasi da subito avuto la terribile certezza di quelli che erano i piani nazisti nei confronti del popolo ebraico.
Io, da spacciatore a sacerdote
Da ragazzo non sono stato uno stinco di santo, anzi. Ho vissuto un’adolescenza spericolata e ho rischiato grosso. Grazie a Dio mi sono salvato: non è un modo di dire. A 12 anni le prime sigarette, per sentirmi grande e per il gusto del proibito. Poi i superalcolici e le canne, a 14 anni erano già un’abitudine. Ero in cerca di sensazioni forti, cercavo la trasgressione e pensavo solo a divertirmi. Non avevo ideali, ambizioni.
Cosa ci rende liberi
I diritti umani sono universali e non basta procamarli, occorre garantirli. Da una decina di anni — come suggerisce la legge italiana n. 177 del 2000, che ha istituito il Giorno della Memoria — ricordiamo «l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati» (così l’articolo 1).
